Le Grotte di Frasassi Tesoro nelle Marche

Le Grotte di Frasassi Tesoro nelle Marche

Visitare Le Grote di Frasassi è un emozione unica.

La prima volta c’ero stata da bambina al seguito dei miei genitori e tra i tanti ricordi un’era ancora chiarissimo nella mia mente: l’emozione provata durante la visita. Le Grotte di Frasassi mi erano davvero piaciute molto, tanto che quando si era trattato di tornarci avevo quasi timore di rimanerne delusa.

In realtà non era stato per nulla così: anche dopo più di trent’anni si erano rivelate meravigliose proprio come quando ero una bambina, segno che non era stata la fantasia dell’infanzia ad amplificarne la bellezza!

Siamo nelle Marche, territorio di Genga, provincia di Ancona, solamente a un’ora da Fano. In queste montagne si nasconde un tesoro: sale straordinarie realizzate nel corso di millenni, un ambiente che sembra uscito dal l’immaginazione di Giulio Verne. Al loro interno si è circondati da silenzio e da meraviglie della natura. Una selva di sculture naturali immense che sembrano non obbedire alle leggi della gravità, collocate all’interno di sale gigantesche, una delle quali, la grotta grande del vento, potrebbe contenere il duomo di Milano. È stata l’acqua che, nel corso del tempo, ha creato questo paesaggio fiabesco che si trova sotto i nostri piedi. Quello che mi colpisce, entrando in questi ambienti, è il loro colore, tutti bianchi, perché costruiti dall’acqua filtrata, quindi sinonimo di purezza assoluta. Inoltre, mi piace ascoltare la melodia straordinaria delle gocce che provengono dall’alto e che costruiscono quelle opere che circondano il visitatore che sono le stalattiti e le stalagmiti. È incredibile pensare che conosciamo meglio alcune aree della luna o di Marte e meno quello che abbiamo nel sottosuolo. Ma è di pochi giorni fa la notizia della scoperta di una nuova sala, la grotta del cervo bianco, ed è probabile che questa sia solo la prima di una serie di grotte che, a distanza di 50 anni dalla scoperta delle prime, sono state ritrovate e che verranno esplorate per vedere se saranno rese accessibili al pubblico o solo a speleologi esperti. Intanto abbiamo la possibilità di visitare quelle aperte, anche in questo periodo.

La Passeggiata “classica” nelle grotte dura circa un’ora ed è accessibile a tutti, con una temperatura di 14 gradi costanti tutto l’anno e alcune pendenze e scalini. Se ci andate con i bambini ricordatevi un paio di scarpe comode – si tratta pur sempre di un ambiente umido e a tratti un pochino scivoloso – e una felpa soprattutto durante i mesi estivi quando lo sbalzo di temperatura rispetto all’esterno si fa sentire.
Questi i miei consigli per la visita alle grotte, che oltre allo spettacolo che offrono, rappresentano qualcosa che racconta il nostro passato, frutto di un lavoro lentissimo che permette di capire un mondo che non c’è più.

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