Gradara, Capitale dell’Amore

Gradara, Capitale dell’Amore

UNA PASSEGGIATA NEL MEDIOEVO
Se venite verso Fano percorrendo l’autostrada non potete non accorgervi di un magnifico paese fortificato che sovrasta la valle sottostante. Si tratta di Gradara, borgo con il suo castello risalente al XII secolo, che si trova a circa 20 km da Fano.  E’proprio di questo che oggi vi voglio parlare, perché siamo nel mese di febbraio, il mese in cui si festeggia San Valentino, e Gradara è considerata la Capitale dell’Amore.
 
Anche chi non ha mai sentito parlare di Gradara, certamente avrà letto o sentito questo verso: Amor che nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi, ancor non m’abbandona (Divina Commedia di Dante, Inferno v canto). Questa famosissima frase d’amore fa riferimento alla storia di Paolo e Francesca che si è svolta proprio nel castello di Gradara che è uno tra i più visitati d’Italia.
 
Da incurabile romantica è proprio la camera di Francesca l’ambiente dove mi soffermo di più quando visito il castello, perché vi trovo tutti i dettagli raccontati da Dante: il libro “galeotto”, le sedie dove erano seduti i due amanti, la botola da cui Paolo tentò di fuggire alla morte. Me la immagino quella sera quando Paolo e Francesca, mentre leggevano estasiati la storia di Lancillotto e Ginevra si davano un casto bacio, si vedono piombare il marito di Francesca, Gianciotto Malatesta, che doveva essere partito per Pesaro, che apre la porta e li sorprende. Paolo cerca di fuggire ai colpi di spada scappando attraverso la botola ma il vestito si impiglia in un chiodo. Francesca tenta di difenderlo con il suo corpo ma entrambi vengono uccisi. Ecco, anche stavolta come ogni volta che racconto questa storia, così come quella di Romeo e Giulietta, immagino un lieto fine, che Paolo riesca a fuggire o che Giulietta si svegli prima del suicidio di Romeo. Ma non posso far finta di ignorare Gabriela che mentre leggo quello che scrivo mi ascolta e, che con il suo sguardo critico di donna vissuta, mi riporta alla cruda realtà…
 
E ritorno a Gradara, alla Rocca che sempre mi fa fare un tuffo nel passato e che mi fa vivere sensazioni d’altri tempi, perché altrettanto emozionante è per me vedere la Sala del Mastio, della Passione, il camerino di Lucrezia Borgia, la Sala della tortura e altre.
 
 Usciti da questo luogo magico, se siete innamorati, ma anche se non lo siete, consiglio di passeggiare lungo il Sentiero degli innamorati che è un percorso di poco più di un chilometro immerso nel verde dove si narra che anche Paolo e Francesca, sempre quando il marito era a Pesaro, andassero a ammirare le meraviglie del bosco che si trova ai piedi della Rocca.
 
 
Ma è tutta Gradara che merita una visita con la sua struttura medievale perfettamente conservata.
Percorrere i camminamenti di Ronda, ossia parte della cinta muraria che circonda il borgo permette di godere di una bella veduta panoramica.
Dopo aver passeggiato lungo le vie e vicoli del paese con le sue botteghe artigianali e le case curatissime con balconi fioriti potete gustare le specialità locali in una vasta scelta tra piadinerie, dove gustare la famosa piadina romagnola con affettati, erba di campo e formaggi, osterie, pizzerie, stuzzicherie e ristoranti che propongono piatti della tradizione contadina. Tutto questo immerso nella bellezza di un borgo medievale.
 
 
 
 
 
 
 
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